domenica 17 aprile 2016

Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!

Sempre e solo lei!





Da quando sei entrata nella mia vita nulla è più come prima! Ora è un’attesa, un avvento, una resurrezione! Il tuo sguardo lenisce il mio volto, la tua bocca cuce la mia pelle, le tue mani entrano nella mia mente e la sconvolgono! Quando il tuo respiro soffia sul mio petto, ansima come la bocca di un vulcano!







Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!






Immortale
Mi piaci, questo è innegabile! Mi piace il timbro della tua voce, è per me fonte di eccitazione! Come gli accordi di una sinfonia, una marcia in fa maggiore! Sei l unica persona per cui ho perso la testa in maniera totale! In un amore onnipresente, coinvolgente, vitale! Insostituibile al di la del bene e del male! Hai trasformato la mia vita in un attesa di rivederti! Il tuo sorriso che vedo nelle foto è immortale! Sei come un esantema, dove passi lasci il segno! Mi manchi fisicamente e mentalmente! Il tono della voce, lo sguardo trepido, le mani avvolgenti, la bocca fremente! Mi manca l afflato tra le tue braccia!








Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Mi manchi
E' bello sentirsi dire che manchi a qualcuno! Che vali, che conti, che sei indispensabile, che sei un ossessione! Aumenta la tua voglia di vivere, di avere uno scopo, c è qualcuno che ti cerca, a cui piaci, hai in chi specchiarti, in chi sentirti femmina o maschio pienamente desiderabile!









Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Tu
Vorrei avere indumenti tuoi da annusare, da toccare, da sognare! Quando manca l essenziale, anche superfluo diventa necessario! Ma conoscendomi questo sarebbe avvenuto anche se fossimo vissuti insieme, vista la mia predilezione per lo stile e la moda! Vorrei vederti vestita come una dea inavvicinabile!









Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Lolita
Quando indossi un capo nuovo o un vestito che l altro non conosce, sei presa dalla frenesia di farti ammirare, farti vedere! Tutti ti potranno guardare, nuove persone, altra gente, nuovi occhi, nuove emozioni! Potranno vederti all’aperto, al chiuso e tu devi esserci, devi apparire! Sei giovane, piena di voglia, di protagonismo! Ecco cosa significa quando dico che dentro sei bambina, giovane, adolescente! Spero che anch’io riesca a ritrovare il mio equilibrio e la mia felicità!









Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Cosa bella e mortal …
Tra noi ci deve essere proprio qualcosa di grosso, se nonostante non possiamo vederci per mesi, sogno con trasporto i tuoi capelli, i tuoi vestiti, il tuo sorriso! Secondo ogni logica, viste le difficoltà, tutto doveva essere già finito! E allora cos è questo mix che rende eterno un evento, lo sacralizza, lo immortala? C è qualcosa in entrambi che rende possibile la felicità!



Voglie
L erotismo prima di esplodere, nasce, intriga e deborda nel cervello! Sono i discorsi, la complicità, la libertà di giudizio, che scatenano l erotismo! La sicurezza che i propri pensieri, i propri desideri, le proprie voglie, siano accettate e condivise alimenta la fucina dell’erotico fino al parossismo!







Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Dea !!
La bellezza in una donna non è solo una dote! E' un elisir di lunga vita! Se dovesse sentirsi bella anche a 100 anni potrà ancora vivere in eterno, come nell’arte! Ecco perché spesso donne belle e famose, sulla soglia della maturità, tendono a scomparire dalla vita pubblica e rifugiarsi nel mito! Ma se la stessa viene continuamente avvicinata al rango di dea, accetta di buon grado la sua condizione! Infatti donne belle e famose con una vita affettiva lunga e intensa, coltivano il mito, ma non disdegnano una vita attiva e sensuale!








Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo!








Unica
Non posso vedere baci o abbracci senza esserne sconvolto! E' l astinenza cui sono condannato per essermi innamorato di te! Così, io che amo l amore più di ogni cosa, per amare l amore, mi dilanio nell’attesa di vederti, di toccarti, di baciarti, di fare l amore con l unico amore che voglio!








Hedy Lamarr - Era la donna più bella del mondo !








Seduzione


La sensualità da alla testa, è nel DNA, è ostaggio di una femminilità pervasiva, micidiale, fascinosa! Seduce come una droga, come il peyote messicano, come la danza degli uccelli del paradiso! Acceca come i lampi globulari, il fulmicotone, il fungo atomico! Soggioga la ragione, la mente, l’intelletto! Chi la possiede lo sa, ma non me conosce il motivo! La sensualità sovrintende il codice della vita!

Cervello, pregiudizi e sesso

Cervello, pregiudizi e sesso


Secondo il famoso psicanalista Carl Jung, esistono immagini dette "archetipi", come l'ombra, l'anima, il vecchio saggio, il buono, il cattivo, che si sono for­mate da tempi immemorabili! Sono universali, di tutta l'umanità, ed esistono nello strato profondo del­l'inconscio collettivo.
  


A farci scegliere l'auto (e il partito) è la parte più antica del nostro cervelloIpotesi: senza il consenso dello strato più primitivo della mente quello ereditato dai rettili, non possiamo fare le nostre scelte. Il cervello razionale serve solo a giustificarle.
Che cosa induce un milanese  il cui tragitto quotidiano è un unico viale, da piazzale Loreto (dove abita) a San Babila (dove lavora), che non ha possedimenti terrieri e trascorre i week end in Liguria (tutta auto­strada), a comprare un fuoristra­da a 4 ruote motrici? «Il suo cer­vello rettile» risponde Clotaire Ra­paille, antropologo culturale ed esperto di marketing.





L'ebreo errante






E infatti per far centro con i messaggi pubblici­tari Rapaílle studia la parte più an­tica del nostro cervello, quella che si è evoluta all'epoca dei rettilila sede di odo­ri, violenza, sesso e altri istinti pri­mordiali. «Certo, la scelta dell'ac­quisto coinvolge anche la parte ra­zionale del cervello, la corteccia: numeri o prezzo sono elaborati qui, nella sede dell'intelletto, ma si limitano in genere a fornire l'a­libi al cervello rettile» spiega Ra­paille. «Anche l'amigdala, il cer­vello mediano che controlla le emozioni, dirà la sua, soprattutto sull'estetica, ma la forza dominan­te nell'acquisto, quella che vince sempre, è il cervello rettile». Il mo­dello di Rapaille ha guidato le ven­dite della FT Cruiser, la macchina della Chrysler diventata un suc­cesso commerciale. Rapaille è l'as­so nella manica delle grosse azien­de: ha ben 50 clienti fra le 100 top company elencate dalla rivista For­tune. Ma Rapaille non studia l'in­conscio di ogni singolo individuo.





Il figlio nero!






Studia l'inconscio culturale collet­tivo, che secondo lui è molto più importante di età, gruppo socioe­conomico, geografia o genere. Chi ci fa desiderare un uomo o una donna con attributi sessuali superdotati, dalle misure fuori del normale e poi convolare a giuste nozze con l’amica delle elementari? E’ sempre il cervello rettile, l’antico degli antichi! Quello che pur di avere una prole feconda, faceva desiderare ai nostri progenitori una Venere di Willewndorf, matura, grassa, seni enormi e un bacino immenso! E tale archetipo torna sempre. Dopo le maggiorate degli anni ‘50, le donne grissino degli anni ‘60 e ‘70, sono tornate le misure grosse, al punto che maschi e femmine si rivolgono al chirurgo estetico per ingrandire ora questo, ora quello.

Le guide invisibili

Secondo il famoso psicanalista Carl Jung, esistono immagini dette "archetipi", come l'ombra,l'anima, il vecchio saggio, il buono, il cattivo, che si sono for­mate da tempi immemorabili, sono universali, di tutta l'umanità, ed esistono nello strato profondo del­l'inconscio collettivo.





Il cervello rettile nella nostra mente






Ci sono però anche altri archetipi che non sono universali, ma diffusi in gruppi più ristretti: un popolo, una classe so­ciale, una generazione. Questi ar­chetipi guidano il comportamen­to inconscio di ogni suo membro: il suo modo di vedere la famiglia, l'onestà, la guerra e via elencan­do. Gli archetipi culturali Usa sono diversi da quelli francesi e ancora diversi da quelli giapponesi. Da essi discende il comportamen­to nei confronti degli immigrati e il risultato delle elezioni politiche. E sono importanti anche nelle scelte dei consumatori.

In america prevale l’igiene in Francia le carezze

A Rapaille si è rivolta per esem­pio un'azienda casearia francese che voleva esportare i suoi pro­dotti in Usa. Aveva tradotto lo spot di successo usato in Francia per trasmetterlo oltre oceano: una donna accarezza sensualmente, tocca e annusa un formaggio. Ma era stato un flop e nessuno capiva perché. Rapaille scoprì che per la cultura francese il formaggio è "vi­vo"; e infatti al mercato la donna francese prende il formaggio in mano, lo palpa e lo annusa. Negli Usa invece nessuno lo vorrebbe palpare e tanto meno annusare. Anzi, tutti quei palpamenti danno un'idea di scarsa igiene. Rapaille consigliò di enfatizzare la sicurez­za del suo incarto di plastica. La nuova campagna di spot incre­mentò le vendite del 50%.

Il rettile giuda l’archetipo

Fra gli archetipi culturali ci sono anche pregiudizi e stereotipi. An­che questi inconsci. Non solo: se­condo le ultime ricerche un adulto può avere convinzioni consce in contraddizione con quelle incon­sce. Anche chi crede di essere pri­vo di pregiudizi, facendo i test di Mahzarin Banaji, docente di psi­cologia a Yale, scopre di non esser­ne immune. «A livello inconscio siamo tutti razzisti» dice Banaji.





Gli zingari






Il ricercatore presenta ai volontari una serie di aggettivi positivi o ne­gativi, ognuno abbinato a un co­gnome tipicamente "bianco" o "nero". Per esempio "elegante ­sig. Bianchi" e "elegante - sig. Ali". Cognome e aggettivo appaiono in­sieme sullo schermo di un pc e chi fa il test deve premere un tasto che indica se l'aggettivo è "positivo" o "negativo". La maggior parte dei soggetti che partecipano all'espe­rimento (sia bianchi sia neri) ri­sponde più velocemente quando l'aggettivo positivo è abbinato al cognome "bianco" o l'aggettivo negativo a quello "nero". «La no­stra mente elabora più veloce­mente queste associazioni perché è più abituata a farle» dice Banaji. Vi ricordate? La mente inconscia elabora le informazioni in 12 millisecondi, quella razionale il doppio! Le emozioni ci mettono nei guai!

A 5 anni si subiscono gli archetipi!

Come si spiega la nascita di que­sti archetipi culturali? Per com­prendere il mondo, il cervello uma­no lo divide in categorie: persone, luoghi, cose. «Questa suddivisione è una componente importante del­l'intelligenza» dice Banaji. «Ma gli stereotipi sono l'eccesso». Gran parte di ciò che è depositato nel nostro inconscio viene dalla cultu­ra che ci circonda. Quando si infi­lano nella mente gli stereotipi?





La volpe e l'uva






«A 5 anni molti bambini hanno ste­reotipi già assimilati su chi sono i neri, chi le donne, chi gli anziani» dice Margo Monteith, docente di psicologia all'University of Ken­tucky. «A 5 anni non si è in grado di scegliere se accettare o rifiutare queste idee: manca l'esperienza per farsi un'idea personale». E co­sì il pregiudizio insegna che gli zin­gari sono ladri, le donne emotive, i carabinieri non molto intelligen­ti... «Gli stereotipi non devono es­sere veri per ottenere il loro effet­to» dice Monteith. E così l'incon­scio influenza irrazionalmente il comportamento non solo dei sin­goli, ma anche delle culture. Pensate agli Ebrei, ossessione di Hitler, e il conto torna.
Inoltre abbiamo bisogno di sen­tire di far parte di un gruppo, un villaggio, una contrada e la nostra identità è attaccata a classificazio­ni ancor più ambigue, come razza e classe sociale. Vogliamo sentirci bene grazie al gruppo cui appar­teniamo e allora denigriamo chi non ne fa parte. Tendiamo a vede­re i membri del nostro gruppo co­me individui, e quelli degli altri gruppi  come una massa indifferen­ziata. «Se pure lo stereotipo conte­nesse un po' di verità, porta co­munque a errori di valutazione: si applica a un singolo una generaliz­zazione relativa a un gruppo» dice John Bargh, docente di psicologia sociale alla New York University «ed è ingiusto: le persone vanno giudicate come individui, non co­me membri di un gruppo».

sabato 16 aprile 2016

Il convegno di Alciati



Ambrogio Antonio Alciati


Omaggio ad Ambrogio Antonio Alciati, suo Il Convegno, la tela che apre il Blog!

Nato a Vercelli nel 1878, si trasferisce con la madre e la sorella nel 1879 a Milano per frequentare l’Accademia di Brera, dove riceve gli insegnamenti di Vespasiano Bignami, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. Quest’ultimo lo aiuta a perfezionarsi nel ritratto, introducendolo fra la ricca borghesia milanese. Tra il 1902 e il 1910



Antonio Alciati  - 1928
  



esegue una serie di quadri d’ispirazione romantica e familiare, ma si dedica anche alla decorazione di chiese e ville lombarde, mentre nel  secondo decennio del secolo il suo stile si evolve abbandonando le tonalità sfumate e la gamma spenta che rasenta il monocromo, per acquistare gradatamente un maggior vigore costruttivo e un vivace cromatismo.
Se durante la Prima Guerra Mondiale la sua attività si fa saltuaria, nel 1920 viene nominato insegnante straordinario di pittura



Antonio Alciati  - Il bacio
  



e di disegno del nudo all’Accademia di Brera, ottenendo la cattedra già occupata da Tallone. E’ ormai un ritrattista affermato, la cui opera è ricercata soprattutto dall’alta borghesia lombarda.
Nel 1922 tiene a Vercelli una “personale” nell’ambito dell’Esposizione Artisti Vercellesi, dopo la quale non espone più.
Muore a Milano, dopo una breve malattia, nel 1929.
Alciati è pittore d'istinto più che di teoria. Nel preferire la luce d'interni al plein air e nel cogliere la psicologia dei committenti e



Ambrogio Antonio Alciati, La modella con la mela, 1928
  



del loro universo (voleur d'âme direbbero i francesi) entra di diritto nella ritrattistica "mondana' europea fra Otto e Novecento, che in Italia si vorrebbe limitare a De Nittis e Boldini, mentre in effetti coinvolge tutta una corrente di autori raffinati, dal linguaggio modernissimo nello sguardo sul dato visivo, se pur "accademici' nel tradurlo, sì da meritare quella sorta di ostracismo critico verso quanto non tocchi le avanguardie storiche.



Ambrogio Antonio Alciati, Nudo femminile, 1916





Link su: Antonio Ambrogio Alciati (Vercelli1878 – Milano1929) è stato un pittore italiano.
Dopo i primi studi all'Istituto di Belle Arti di Vercelli, nel 1887 si trasferisce a Milano dove frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera sotto Vespasiano Bignami e Cesare Tallone, succedendogli nel 1920 alla cattedra di figura.
Si affermò, soprattutto come ritrattista, rivelando influenze di Tranquillo Cremona per l'impasto dei colori e di Giovanni Boldini per la frivolezza e la vaporosità di alcune figure femminili (Galleria d'Arte Moderna di Milano e di Roma).
Fu anche autore di affreschi nella villa Pirotta di Brunate (Como) e in alcune chiese lombarde. 




Ambrogio Antonio Alciati, Il convegno, 1918 - olio su tavola, cm 64 x 57



Ambrogio Antonio Alciati, Il convegno, 1918 - olio su tavola, cm 64 x 57
I baci desiderati e appassionati incontrano le tinte e le atmosfere del dirompente “Il convegno” di Ambrogio Antonio Alciati (1878-1929). Un bacio voluttuoso anche se i corpi dei due amanti non possono stringersi perché separati da un’inferriata.
Il quadro dipinto nel 1918 solitamente esposto al Museo del Paesaggio di Verbania è stato esposto nel 2009 a Pavia nella mostra «Il bacio tra Romanticismo e Novecento» presso le Scuderie del Castello Visconteo insieme ad altrettante famose opere dove svettava quella celeberrima di Francesco Hayez.




Ambrogio Antonio Alciati - Nudo femminile




Questo dipinto appartiene al genere della Scapigliatura, e certamente ha subito l’influenza di Tranquillo Cremona, non solo nello stile pittorico, ma anche nel soggetto rappresentato: i due amanti si avvinghiano appassionatamente come l’edera all’inferriata, che la donna, con il braccio proteso verso l’alto, sembra voler superare.  Le pennellate sono vibranti e vaporose, intorno a loro domina il verde del giardino.


Ambrogio Antonio Alciati, Ritratto di signora (Dama in nero) (1917)